Vacanza ad Hammamet

Apro il blog. E lo faccio iniziando dalla mia vacanza post-tesi in Tunisia.

Sono in procinto di partire (per lavoro questa volta): nuova lingua, nuova moneta, nuove facce…nuova vita. E’ un pò come rinascere; almeno così mi piace vederla “questa cosa”, e questa vacanza è uno degli ultimi ricordi che ho della mia “vita passata”.

Hammamet è stato senza dubbio “la vacanza”. Una di quelle vacanze in cui ti accade tutto e alla fine sei quasi contento di avercela fatta a tornare. Inizierei con il dubbio amletico che mi attenagliò all’andata. “Ciampino o Fiumicino?”. Madò…ti trovi in macchina con tutti i vacanzieri e i loro bagagli. L’organizzazione del viaggio e tutta opera tua, stai per inboccare il GRA di Roma quando ti sorge il dubbio “ma da quale aereoporto si parte?”. Il rischio linciaggio è stato elevatissimo. 

L’albergo è molto bello, 5 piani e tipo 600 camere; ma la storia dei piani  è particolare e merita un breve cenno. Abbiamo un primo ed un secondo piano come tutte le costruzioni normali, ma tra loro c’è un piano a metà e così via fino all’ultimo piano…e mezzo. Ogni piano è pieno di corridoii, livelli, rotonde e semafori…senza una guida è come entrare nelle quasbe arabe. Ed infatti la prima sera non ricordando il numero di stanza…ed il piano…avevo bevuto che cavolo ridete. In pratica, barcollando impiego circa 45 min per tornare in camera.

Poi ci sarebbe la storia del materassino trainato da un motoscafo, guidato da un esagitato che mi hai scaraventato in acqua facendomi entrare nei primati come rimbalzi sull’acqua. E poi il volo sul quod. In pieno deserto sono riuscito a beccare l’unico fossato di tre metri. un pò come beccare un palo della luce ecco. 

E poi…e poi…e poi il resto lo tengo per me.  

 

 

 

Vacanza ad Hammametultima modifica: 2007-10-16T17:05:00+02:00da cmere
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